2: Fiori Sedici anni. Sedici anni e già gli sembra di aver vissuto innumerevoli vite da quando è a Hogwarts - anche se mai ha rischiato di morire fino a stasera. Leggere il manuale di Pozioni effettivamente ha calmato i nervi di Severus Piton, ma non gli ha tolto il senso di spossatezza derivata da un carico eccessivo di emozioni. Poco male: forse così riuscirà a dormire almeno qualche ora, invece di assecondare la propria tendenza all'insonnia come fa di solito, attardandosi a scrivere appunti e a fare esperimenti. D'altra parte il suo cervello di notte sembra lavorare a doppio regime. Peccato che le lezioni la mattina comincino presto e che lui non sia certo il tipo da permettersi di dormire in classe; quindi, probabilmente, non si libererà mai del tutto delle occhiaie che rendono il suo sguardo se possibile ancora più torvo e penetrante. Il giorno dopo, le prime due ore del mattino sono proprio con Kandinskij. Piton lancia un'occhiata nervosa alla zona in cui stanno prendendo posto Potter, Black, e Minus; a quanto pare, Lupin deve ancora riprendersi, ma stavolta non è una sorpresa. Piton aveva letto diverse cose sui lupi mannari, eppure non le aveva mai collegate alle misteriose assenze di Lupin; scuote la testa, rimproverandosi mentalmente per essere stato così miope. "Qualcosa non va?" gli chiede Narcissa, seduta di fianco a lui. "Niente di importante" risponde Piton, laconico. Non ha voglia di raccontare adesso tutta la storia all'amica; e poi ha promesso a Potter... di nuovo, sbuffa impercettibilmente. Tutta la situazione gli appare estremamente fastidiosa. "Devi smetterla di restare alzato la notte. Ti rovini la pelle e il morale" bisbiglia Narcissa prima che Kandinskij si sistemi dietro la cattedra. Nel giro dell'ultimo anno, la ragazza è letteralmente fiorita. Non si può dire che sia cambiata radicalmente; solo, le irregolarità dei suoi lineamenti sembrano avere trovato un loro ordine, e lei ora sfoggia una bellezza diafana quanto conturbante. Porta i capelli, lunghi e lisci, con una semplice scriminatura al centro, mentre tiene le sopracciglia come due archi sottilissimi e affilati. Può contare anche su una pelle levigata, e su gambe abbastanza lunghe e affusolate da poter sopravvivere ai micidiali calzettoni imposti, in quei tempi, dal regolamento scolastico. Comincia chiaramente a rappresentare un obiettivo allettante per molti suoi compagni e, ancora di più, ad essere una minaccia agli occhi delle altre ragazze. Ma a Piton tutto questo non sembra interessare. Conosce Narcissa da troppo tempo; il loro rapporto a volte lo fa pensare a certi animali che vivono in simbiosi, semplicemente perché la natura li ha creati per essere di supporto l'uno all'altro. Perfino l' "esperimento" in cui l'aveva coinvolto Narcissa sul finire del terzo anno - un Vero Bacio Con La Lingua - era rimasto un caso isolato a cui nessuno dei due aveva dato in seguito troppo peso. Piton cerca di uscire da questo circolo vizioso di pensieri; oggi, tra l'altro, Kandinskij spiega una pozione obiettivamente molto difficile, fatta di dosi minute e in cui il controllo dei tempi è fondamentale. Se tutto va a buon fine, dovrebbe essere in grado di guarire qualsiasi ferita da taglio. In caso di cattiva riuscita, avverte Kandinskij, potrebbe rilasciare gas nocivi e diventare lei stessa corrosiva. Mentre gli alunni cominciano ad armeggiare col materiale sui banchi, un brusio sommesso ma concitato proviene dalla zona-malandrini. Kandinskij, con la consueta calma, inarca le sopracciglia quasi inesistenti e dice: "Lassù, voi. Quindici punti in meno per Grifondoro, naturalmente a testa, e lei, signorina Evans, non prenda impegni per la serata. Dalle otto in poi, sconterà una punizione nel mio ufficio." "Cosa c'entra Lily? Perché dovrebbe avere lei una punizione se..." sbotta James Potter, indignato, mentre Lily Evans rimane a bocca aperta. Piton nota un sorrisetto soddisfatto affiorare sulle labbra di Narcissa. Kandinskij mantiene il suo contegno, parla quasi con gentilezza: "Altri venti punti in meno a Grifondoro, Potter. Il suo comportamento già risponde alla sua domanda: lei, o Black, o Minus... o il nostro inafferrabile Lupin [sic! NdA] siete dei recidivi e personalmente penso che siate irrecuperabili. La signorina Evans forse ha ancora qualche speranza di imparare a comportarsi in modo corretto. Certo, forse la mia è solo una pia illusione, viste le compagnie che frequenta." Lo sguardo del professore si posa, glaciale, su Lily, "chi va con lo zoppo impara a zoppicare, non si dice così?" La lezione si conclude nel più completo silenzio. ![]() Come al solito, Severus Piton finisce in fretta la sua cena, rivolge un saluto veloce a Narcissa e scende nello studio di Kandinskij. Lo aiuta a preparare gli ingredienti, oppure direttamente nelle pozioni che poi andranno, per esempio, negli armadi di Madama Chips. Talvolta, semplicemente, il professore gli permette di assisterlo nelle sue ricerche. Ha brevettato, nel corso degli anni, pozioni ormai di uso comune; medicinali, fondamentalmente, ma, si dice, anche veleni. Piton non se ne preoccupa troppo. E' normale che circolino delle leggende sui professori - per esempio, c'è chi giura e spergiura di aver visto la McGrannitt fare un pompino a Silente ("come se uno potesse sopravvivere a uno spettacolo così orrendo per raccontarlo", era stato il commento di Piton) - e anche se fosse? La ricerca è ricerca, ripete sempre Kandinskij, e anche il più innocuo degli strumenti può diventare letale in mano alla persona sbagliata. "Conservazione. Hai notato come la mandragola deperisca in fretta una volta colta e azzittita?" La voce di Kandinskij raggiunge Piton quando questi è ancora nell'anticamera. Probabile che ormai lo riconosca dal passo. "Magari in una soluzione con un trenta per cento di siero di Doxy?" suggerisce Piton indossando, sopra ai vestiti, un grembiule da lavoro. Quando entra nello studio vero e proprio, trova Kandinskij che lo aspetta, con un sorriso soddisfatto. "E' proprio quello che sto usando. Ma credo che, alla lunga, risulti un po' troppo volatile." Davanti a lui, sul tavolo, troneggia un grande vaso di vetro con una mandragola immersa in una specie di salamoia. "Mh," riflette Piton tamburellandosi le dita sul mento "forse mettere delle squame di sirena sul fondo del vaso dovrebbe rallentare l'evaporazione del siero." "Corretto, Severus. Molto, molto corretto," approva Kandinskij continuando a fissare il vaso. In quel momento, bussano. "Chi è?" chiede svogliato l'insegnante. Una voce un po' esile risponde da di là della porta: "Sono Lily Evans, professore. Mi aveva chiamata." "Ah, sì, sì, entra," borbotta Kandinskij. Se n'era dimenticato, e anche Piton non aveva più pensato alla punizione di Lily. Non gli sorride molto l'idea di passare la serata con quella che sembra essersi auto-nominata sua paladina. Gli piace pensare di non aver bisogno di aiuto dall'esterno, specie da una mezzosangue di cui Potter - Potter! - è invaghito. Lily entra, titubante. Sembra un po' sorpresa di vedere lì anche Piton, che non dice nulla e la squadra senza accennare a un sorriso. Kandinskij la guarda da sopra il vaso con la mandragola. "Molto bene, Evans. Di là in magazzino c'è un cesto pieno di Billywig essiccati. Voglio che lei li divida dai loro pungiglioni, mettendoli in due recipienti diversi. Pensa di potercela fare?" E' un compito banale, e Lily annuisce fingendo di non sentire il sarcasmo nella voce di Kandinskij. Nel ripostiglio che fa da magazzino, si trova davanti a una montagnola di minuscoli insetti blu e pelosi da pulire. Di sicuro oggi non potrà farsi la solita chiacchierata serale con le compagne di dormitorio. Sospira, e comincia a lavorare sempre più spedita, mentre distrattamente coglie brandelli della conversazione tra Piton e Kandinskij. Parlano praticamente da pari a pari, e deve ammettere con se stessa che Piton è davvero straordinariamente preparato. Quando ha sistemato più della metà dei Billywig, Lily sente Kandinskij uscire, e ne approfitta per riprendere fiato. Per un po', tutto lo studio è immerso nel silenzio più assoluto. Infine, Lily prende coraggio e si decide a parlare: "Severus?" "Mh?" "Come mai sei qui anche tu? Non sei in punizione, vero?" "Certo che no," risponde la voce annoiata di Piton. "Vengo volentieri a dare una mano al professore. E' il migliore, nel suo campo. Tu, piuttosto," non riesce a trattenersi dal dire, "non pensavo avessi cominciato a fare comunella con Potter e soci." Sente una sedia spostarsi bruscamente e si ritrova Lily davanti a lui, un'espressione risoluta in volto. "Io non faccio comunella con quello lì. Piuttosto mi getto in una pozza di vomito. Gli stavo solo dicendo di smetterla di chiacchierare, e Kandinskij ha pensato che stessi parlando con loro." Piton prova un inatteso sollievo nel sapere che il disprezzo di Lily per Potter non sembra essere diminuito di un grammo. Gli angoli della bocca gli si curvano brevemente in un accenno di sorriso. "Avresti potuto dirlo a Kandinskij che si trattava di un equivoco", se ne esce senza sapere bene perché. Lily sogghigna sarcastica. "Forse a te darebbe ascolto, ma per la mia esperienza è meglio non provare a discutere con quell'uomo." Piton alza le spalle. "Allora non so come aiutarti." "Nessun problema. Se vogliamo vedere il lato positivo, quest'espereinza mi conferma che è meglio stare alla larga da quei quattro. O forse dovrei dire tre, Lupin è accettabile." Piton fa una smorfia che intende tutto il contrario. Lupin? Ragazza mia, se solo sapessi... "...ma gli altri, dio che fastidio... ancora capirei Black, cioè, si vede che è un bel ragazzo, non che questo giustifichi tanta idiozia, ma... Potter... non è nemmeno questo granché e se la tira così solo perché è capace di non cadere da una scopa. E Minus, poveraccio, è il loro zerbinotto. Che razza di gente. Piton, se vuoi un consiglio spassionato... ignorali quando se la prendono con te. Sono come i bambini." Una specie di freddo ghigno si dipinge sul volto di Piton, che ha ascoltato Lily con attenzione. "Evans, dopo tante belle cose non puoi uscirtene con una banalità del genere." "Scusa?" "Forse non mi interessa affatto ignorarli. Forse ho proprio voglia di restituirgli tutto con gli interessi, non appena sarà il momento giusto." "Ma non puoi metterti al loro livello!" Piton chiude il libro di scatto, facendola sobbalzare. "Quand'è che, oltre ad immischiarti nei miei affari, hai cominciato a dirmi tu cosa devo o non devo fare?", sibila. "Mi pare di vedere che non hai finito coi Billywig, tra l'altro. Hai così tanto tempo da perdere?" "Sono a buon punto, e tu sei un cafone." "Vorresti ripetere?" "Cafone. Io non sarò certo la principessa del castello, ma santo cielo! Ho solo provato ad essere gentile con te, e tu..." "Ascolta," dice piano Piton, i muscoli del viso contratti a reprimere l'ira. "E' una cosa tra Potter e me. Non me ne frega niente se il tuo altruismo da quattro soldi, direi tipicamente Grifondoro, ti fa venire voglia di mettere pace tra noi. Non ci potrà essere pace e tu non c'entri niente." "Altruismo da quattro soldi? Beh, è quello che ha salvato quel tuo culo ossuto un paio di volte, quest'anno. Non lo sai, vero?" "Cosa?" "Per esempio, Potter stava per farti esplodere in faccia la caraffa di succo di zucca la settimana scorsa, ma l'ho sorpreso prima che scagliasse l'incantesimo." "Gli elfi lavandai ringraziano per aver avuto una camicia in meno da lavare." Lily lancia a Severus un'occhiata truce. "Ma cosa ci faccio io qui a parlare con te? In fondo sei un Serpeverde, non puoi capire come uno possa fare un piacere disinteressato." "Ma cosa ne sai tu di me?" le dice lui a denti strettissimi. "Speravo che tu fossi un po' meno arrogante dei tuoi compari, ma mi sbagliavo." "Allora mi sbagliavo anch'io. Certe volte ti ho considerato addirittura una brava persona, pensa un po' che scema," sbotta Lily, girando i tacchi per tornare ai Billywig. Piton vorrebbe troncare lì la conversazione, ma ha anche un desiderio irrefrenabile di essere lui ad avere l'ultima parola, per cui le urla dietro: "Beh, almeno io sono sincero sulle mie intenzioni." Piccola pausa, e poi, dal magazzino, un sarcastico: "Buono a sapersi." Piton fa un sospiro nervoso. "Cosa devo fare di più?" "Imparare l'educazione!" Stavolta è Lily a trovarsi Piton di fianco all'improvviso, che la guarda con degli occhi modello inceneritore. "Non prendo lezioni di educazione da una figlia di Babbani," scandisce. Tanto puntuale quanto inaspettato, arriva lo schiaffo di Lily, che lo lascia basito per lunghi istanti. Adesso è lei che lo guarda come se volesse disintegrarlo. "Caro mio," dice con la voce spezzata dalla rabbia, "sei tu che non sai niente di me. Come ti permetti di..." Piton la afferra per una spalla e la strattona: "So benissimo di cosa parlo, Evans. La maggior parte della gente, qui, non ha nemmeno mai visto un Babbano in faccia. Io, per conto mio, ne ho già visti anche troppi." Lily contrae il viso in una smorfia di dolore. Le dita di Piton sono piantate come uncini nella sua spalla. "Lasciami" dice fra i denti "Mi stai facendo male." "Cosa state facendo, qui?" Entrambi, istintivamente, indietreggiano all'arrivo del professor Kandinskij. Piton borbotta, tentando di recuperare il contegno: "Abbiamo solo avuto una piccola discussione..." "Vedo", lo interrompe, gelido, Kandinskij, squadrando sia lui che Lily, la quale arrossisce violentemente. Vista dal di fuori, effettivamente, poteva sembrare una situazione più equivoca di quanto non fosse in realtà. Farfuglia: "Noi..." ma Kandinskij taglia corto: "Ricordati che non te ne vai finché il lavoro non è finito. E tu, Severus, ricorda che piuttosto di avere un assistente distratto è meglio non averlo." "Sì, professore. Mi scusi " dice piano Piton, e suo malgrado Lily non riesce a godere del tutto di questa umiliazione. Si rende conto di come il loro sia finito per essere un dialogo fra sordi - e come entrambi alla fine avessero veramente ragione solo quando affermavano di non conoscersi. Lui non sa niente di lei, lei non sa niente di lui, e allora perché tanto rancore? Questo pensiero le occupa la mente ma le sue mani lavorano spedite, e presto i Billywig sono pronti. Saluta il professore ed esce, senza il coraggio di alzare gli occhi su Piton. ![]() Quando arriva all'entrata della torre di Grifondoro, Lily non deve nemmeno svegliare la signora nel ritratto, che già sonnecchia. Il passaggio si apre dall'interno e ne esce una Tassorosso del sua età, Fiona Ryder, che le rivolge un saluto a mezza voce. E' l'ultimo flirt di Sirius Black e quando Lily entra, vede la porta delle scale che conducono al dormitorio dei maschi che si chiude; fa un impercettibile sospiro di sollievo. In questo momento, l'ultima persona che vorrebbe vedere è uno dei Malandrini. Ma le sue aspettative vengono disattese quando vede Remus Lupin che scrive di fronte al fuoco. Lui alza gli occhi e la saluta per primo. "Hai avuto punizione con Kandinskij? Com'è andata?" chiede, educatamente. A ben vedere, considera Lily, è il più passabile del gruppo. Lei scrolla le spalle. "Ho pulito qualche chilo di Billywig. Mi è andata bene: so che di solito fa inscatolare i Vermicoli, che mi fanno alquanto schifo. E tu?" dice indicando con un cenno la pergamena su cui Lupin sta scrivendo "Hai lavoro in più da fare?" Lupin sorride, tornando a guardare il compito. "E' che tra ieri e oggi sono stato male, e allora devo recuperare." "Cos'è?" "Erbologia." Lily gli legge da sopra la spalla. "Guarda che devi specificare. L'artemisia e l'assenzio non sono proprio la stessa cosa. Cioè, l'assenzio è un tipo di artemisia." "Cazzo, è vero. Grazie," dice Lupin correggendo. Lily sbadiglia e si avvia verso il dormitorio. "Figurati. E' che ho questa specie di altruismo da quattro soldi che mi guasta la vita", borbotta. ![]() E' una primavera già straordinariamente calda. Narcissa Black ne approfitta per andare a studiare in giardino; Piton, che pur essendo sabato è al lavoro con Kandinskij, le ha intimato di portarsi avanti per gli esami. Ha appena aperto il libro di Erbologia sulle ginocchia, che sente un rumore di passi che si avvicinano sul ghiaino del vialetto. Alza istintivamente gli occhi: è Lily Evans, che la vede e devia il suo percorso per dirigersi verso di lei. "Ehm, ciao." "Ciao," si limita a dire Narcissa, puntando in faccia a Lily uno sguardo diffidente. "Scusa, non ci conosciamo. Io sono... Lily Evans." "Lo so. Ti sei beccata la punizione ieri nell'ora di Kandinskij, no?" "Beh, sì, ero io," dice Lily nervosamente. "Volevo solo chiederti... pensavo tu sapessi dove posso trovare Severus Piton." Narcissa schiocca la lingua. "Ho paura che sia ancora in laboratorio con Kandinskij. Ma di cosa hai bisogno da Severus? Se vuoi puoi dirlo a me, e io gli riferirò." "Vorrei parlargli di persona, grazie," dice Lily senza riuscire ad evitare una nota acida nella sua voce. Non c'è meno acido nel sorriso di Narcissa. "Allora credo di non poterti aiutare di più, sai? Nessuno riesce a schiodarlo dal laboratorio di Pozioni. Buona fortuna." "Troppo gentile," risponde gelida Lily, accomiatandosi. Deve richiamare a sé tutta la sua forza di volontà per non abbandonare il suo proposito di scusarsi con Piton per la sera precedente. Gira i tacchi e si dirige a grandi passi verso i sotterranei del castello, anche se non ha un piano preciso. Di sicuro, se interrompesse Piton mentre lavora, lui si seccherebbe ancora di più. Almeno in questo, è fortunata. Lo trova subito, in corridoio: probabilmente ha appena finito. Lui la guarda torvo senza dire niente. Temendo, a ragione, che la sorpassi ignorandola volutamente, Lily prende l'iniziativa. "Ciao, Severus. Hai un minuto?" "Non credo." "Bugiardo. E' sabato." Lily si morde la lingua. E' stata subito così sgarbata. Certo, nulla in confronto a lui. Però almeno ottiene di farlo fermare. "Ma... mi spieghi cosa vuoi da me?" le chiede Piton esasperato. "Volevo scusarmi per ieri sera. Sono stata scortese e ... ho pensato che è vero che non ti conosco. Beh, nemmeno tu conosci me. Quindi non ha molto senso insultarsi, no?" Piton la guarda stringendo gli occhi. In fondo, sa che dovrebbe scusarsi anche lui per gli stessi motivi, ma non si può dire che sia abituato a farlo. "Sì, è vero" è costretto ad ammettere Piton. Lily sembra sollevata. "Molto bene. Quindi... senza rancore, eh? Non sopporto l'idea di farmi venire un travaso di bile per una litigata che si poteva evitare." "Mi sembra ragionevole," soggiunge Piton, ora quasi incuriosito dal comportamento di Lily, che dice: "Pace, allora. Beh, ci si vede in giro, okay?" e fa per allontanarsi. Piton annuisce in segno di saluto, ma quando lei è avanti di qualche passo la richiama: "Evans?" "Sì?" "Non si può essere amici di tutti. E' semplicemente contro la natura umana." Lily sorride. "Ma non ci si può nemmeno scannare solo perché uno non è amico tuo. E' semplicemente civiltà." ![]() "Cosa voleva da te Lily Evans?" chiede a bruciapelo Narcissa sedendosi di fianco a Piton per cena. "Niente di particolare. Ma tu come fai a saperlo?" "Ha chiesto a me dove poteva trovarti. C'è qualcosa che non so, Severus?" chiede lei, con una dolcezza che suona singolarmente minacciosa. Piton la guarda, inarcando le sopracciglia. "Sei gelosa, Narcissa?" "Avevamo fatto il patto di dirci tutto, se non sbaglio. Gradirei essere informata quando decidi di dare appuntamento a delle mezzosangue in giro per la scuola." "Non avevamo un appuntamento.Tu hai avuto degli appuntamenti, e io ti ho detto nulla? No. Per cui non vedo il problema." Narcissa sospira. "Scusa. Solo... rispetto a una volta, passiamo così poco tempo insieme." "Ci sono gli esami." "Gli esami ci sono sempre stati! Ma ormai passi tutto il tuo tempo in laboratorio con Kandinskij. Sei diventato Prefetto, ma ti si vede in mezzo alla gente ancora meno di prima." Piton giocherella col cibo nel piatto. Si è reso conto di non avere molta fame. "E' che, vedi" dice un po' esitante "c'è la possibilità che dopo il diploma Kandinskij mi prenda ufficialmente come suo assistente. Così potrei fare la specializzazione e dopo potrei insegnare. Perché..." prende un sorso d'acqua, "per me è fondamentale trovarmi un buon lavoro finita la scuola." "Ma Severus, è ovvio che lo troverai!" gli dice Narcissa mettendogli una mano sul braccio. "Con le capacità che hai, con tutte le cose che sai... non vale la pena che tu faccia il sepolto vivo o roba del genere. Mi fai quasi rabbia. Io... non ho nessuna abilità particolare, non c'è qualcosa che sappia fare veramente bene. Tu hai questo talento... dovresti avere più fiducia." "Lunedì," obietta Piton, "siamo riusciti solo in tre a fare quell'incantesimo da Vitious. Lui stesso ti ha fatto i complimenti, ricordi? Non devi sminuirti." "Se ci riesco è solo perché tu mi tieni in riga. Non capisci? Non è la stessa cosa. Io non ho una passione." "Cambiamo discorso, vuoi?" taglia corto Piton, sforzandosi di sorridere gentilmente. Narcissa gli leva la mano dal braccio e torna a concentrarsi sulla cena. Ma è passata la fame anche a lei. ![]() Capitolo precedente // Capitolo seguente |